..works for the long road ahead.. ;)

Eccomi qua!
Purtroppo sono stato “assorbito” da vicissitudini varie, anche lavorative, che mi hanno tenuto impegnato per un po’ e lontano dal blog.. prometto di rifarmi eh! ^_^

Ok, che è successo di nuovo nel frattempo?
E’ successo che giunto all’alba del 113.000km (112.500 per la precisione) ho deciso che, approfittando anche del presunto arrivo della brutta stagione (che poi in realtà finora si è vista poco, ma vabbè), era giunto il tempo di fare qualche lavoretto alla moto.
Una rapida analisi mi ha portato ad individuare le seguenti operazioni, in ordine sparso.

-Cuscinetti ruota posteriore (quelli della ruota anteriore me li ha cambiati Bartubeless quando ho sostituito la lama, mosso a compassione. Uno dei cuscinetti ormai lavorava a scatti, tre per la precisione.)

-Disco freno posteriore.

-Gruppo frizione (ebbene si, era ancora quella originale)

-Revisione completa sospensioni e cambio molle

-Sostituzione pompa freno posteriore.

Andiamo con ordine, che vi racconto tutto 🙂

-Cuscinetti.
Come prima cosa, quando ho dovuto cambiare le gomme (dopo aver fatto fuori una Dunlop Trailmax anteriore in poco più di 4500km), ne ho approfittato per cambiare i cuscinetti della ruota posteriore, mai toccati prima.
Lavoretto abbastanza facile e veloce, nulla da segnalare.
Nulla a parte che, per l’appunto, il cambio di quelle gomme a quel chilometraggio mi sembrava abbastanza inusuale. Mettendo nella ricetta anche un consumo “curioso” del battistrada e il fatto che ultimamente era cambiato il feeling col mezzo, ho unito i puntini e sentenziato che era arrivato il momento di metter mano alle sospensioni, come vedremo dopo.

-Disco freno posteriore.
Storia travagliata quella del disco.
Il primo, originale, l’ho dovuto buttare dopo poco più di 40.000km perché i nottolini si erano allentati e il disco era diventato fin troppo flottante.
Sostituito con un altro originale, approfittando di uno sconto, mi son ritrovato (dopo altri 55.000km circa) con i nottolini in perfetta salute, ma con la pista del disco consumata e il relativo spessore sotto il minimo consigliato.
Per cambiarlo ho comprato un disco praticamente nuovo sul forum, un disco fisso, pensando che andasse bene.
Grosso errore.
Al minimo accenno di frenata fischiava che pareva di stare allo stadio, un concerto assolutamente insopportabile, a qualsiasi velocità.
Ho provato i rimedi classici, come smussare gli angoli delle pastiglie, ma nulla da fare.
L’ho tolto e rimesso quello vecchio.
Poi mi son deciso a prenderne uno nuovo, flottante, trovato ad un prezzo abbastanza onesto.

-Revisione sospensioni
Ok, non sono così cinghiale, in tutti questi chilometri un paio di revisioncine alle sospensioni gliele avevo fatte, ma considerando il mio stile di guida (vedi l’animale citato poc’anzi), il fatto che ho percorso un bel po’ di fuoristrada, le decine di migliaia di chilometri in due a pieno carico, urgeva una profonda rimessa a nuovo.
Mi son messo alla ricerca di molle sostitutive, ravanando tutto il web, ma se per le anteriori un po’ di scelta sembrava esserci, per la molla del mono non ho trovato assolutamente nulla.
Addirittura, preso da un insana voglia di sperimentare le molle progressive ho pensato pure alle Hyperpro, ma pare che la KTM Adventure sia praticamente l’unica moto per cui NON producono il kit (molle anteriori+posteriore). Vendono solo le anteriori.
Interpellati in merito, non hanno fornito spiegazioni sulla motivazione, ma han detto che forse c’era una molla compatibile a catalogo, ma gli serviva il diametro interno di quella originale.
Già ero poco convinto prima, questo mi ha chiarito le idee del tutto.
Ho preso i codici dal sito dei ricambi KTM, ho chiamato il concessionario e ho ordinato il materiale originale.
End of story.
Un mezzo salasso, ma pazienza.
Ah, già che c’ero, ho ordinato molle con K leggermente maggiore di quelle montate di serie, che male non fa 🙂
Una volta arrivato il pacco, ho smontato gli steli della forcella e il monoammortizzatore, ho impacchettato il tutto e l’ho portato da uno bravo, vale a dire CZ Corse a Ponsacco.

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La moto sul ceppo ha il suo fascino

Che dopo un paio di giorni mi ha ridotto il tutto così:

Il 23 dicembre, in leggero ritardo complice una mancata spedizione di paraoli, sono rientrato in possesso delle mie sospensioni, coccolate, lucidate, revisionate e riviste nell’idraulica. Grande Claudio!
Per la cronaca: non erano messe nemmeno così male, ho dovuto sostituire (oltre ai paraoli) solo le boccole di scorrimento!
Ovviamente mi son serbato il rimontaggio per il pomeriggio del 25, giusto per smaltire il pranzo di natale.

-Cambio gruppo frizione.
Quello me lo sono tenuto buono per il 26 dicembre, visto che serviva la moto intera e sul cavalletto laterale.
L’operazione non presenta grosse difficoltà, il pacco frizione scelto come ricambio è un kit con molle rinforzate della EBC, pagato una cifra onestissima su ebay (comprato in inghilterra).
un po’ mi è dispiaciuto togliere la frizione originale, sarei stato curioso di vedere quandi chilometri si riuscivano ancora a fare (alla fine non slittava mica, strappava solo leggermente a freddo in partenza).. 🙂

 

-Sostituzione pompa freno posteriore
Eccoci.
Vi ricordate il post dove descrivevo la modifica per aggiungere il dissipatore all’impianto frenante per cercare di eliminare il problema del surriscaldamento? Se non ve lo ricordate, lo trovate qui, andate a leggerlo di volata 😉
Ok, ad ogni modo, alla fine quella modifica si è rivelata efficace solo in parte. Nel senso che il problema, seppure in ritardo e con stress superiori, si è presentato comunque.
Oggi ho deciso di provare una soluzione drastica, ovvero la sostituzione completa della pompa freno, per metterne una con vaschetta separata.
Avevo a disposizione una pompa Brembo di provenienza Ducati Monster, credo s4 (non ne sono sicuro), che pareva adattarsi piuttosto bene.
E in effetti è stato così, ho dovuto fare solo una piccola modifica che vi decriverò fra poco.
Ad ogni modo, i fori di fissaggio combaciano perfettamente (occhio che la ex-monster non ha i fori filettati, quindi per fissarla vi serviranno delle viti di 6mm più lunghe delle originali e dei dadi autobloccanti (oltre alle ovvie rondelle).
Il tubo del freno, completo dell’idrostop, si svita dalla originale e si fissa sulla nuova senza colpo ferire, ottimo.
Per la vaschetta, vi dovrete inventare qualcosa.
Io ho scelto di fare una piccola staffa di fissaggio attaccata ad una delle viti della pedana del passeggero, in modo da mantenere la vaschetta abbastanza riparata ma facilmente raggiungibile per rabbocchi/sostituzioni di liquido.
Inoltre in quella zona dovrebbe esserci un discreto flusso d’aria.
Ad ogni modo, per la staffa ho fatto un disegno di massima col cartone, poi l’ho trasferito su un pezzo d’alluminio da 3mm, ho cambiato (ovviamente, così si lavora due volte) il disegno rispetto all’originale, e quando ho visto che la forma poteva andare ho fatto i fori.
Una lucidata all’alluminio e via, vaschetta in posizione.


Adesso arriviamo alla modifica.
La pompa “nuova” ha il pompante posizionato leggermente più in alto rispetto alla originale, quindi per frenare bisogna far scendere parecchio il pedale, anche regolando il perno di spinta nella posizione più alta.
La soluzione è abbastanza semplice, in pratica si tratta di prendere una vite di 6×100 (mi raccomando, in acciaio inox!), tagliare la testa, stondarla per bene, e sostituirla all’originale.

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Et voila, il prodotto del cantinaro 🙂 la parte stondata amorevolmente è, ovviamente, NON in primo piano..

Et voila, lavoretto finito 🙂 (a parte i 45 minuti per spurgare bene il tutto)
Vediamo se abbiamo risolto definitivamente.. 🙂

-Altri lavori.
Visto che ero in ballo, ne ho approfittato per fare un paio di ulteriori lavoretti..
Il primo è stata la relocazione dell’interruttore per le manopole riscaldate, per portarlo vicino al blocchetto sinistro.
Avevo ideato un sistema complicatissimo, poi mi sono accorto che in dotazione nella confezione c’era anche un collare per fissare il tutto ad un manubrio da 22mm.
Ovviamente sul mio non va, quindi l’avevo accantonato.
Poi l’illuminazione.. è bastato creare un adattatore da inserire sulla vite dello specchietto (una vite da 14mm), con un diametro esterno di 22. In pratica un cilindro svuotato di un esagono.
Pochi minuti per disegnarlo e dopo una ventina di minuti la mia stampante 3D mi ha fornito il pezzo necessario.. 🙂
Poi ho dovuto smontare mezza moto per far camminare i cavi, ma quella è un’altra storia..

L’altra cosa che volevo fare da un po’ era una protezione per il carter della frizione.
Nutro parecchi dubbi sulla reale efficacia in caso di urto “robusto” (per questo motivo non ho mai ceduto alle apposite protezioni in carbonio vendute a cifre folli), ma io più che altro volevo metterla per un discorso estetico, visto che il rivestimento del mio carter, nel punto in cui picchia lo stivale, se n’è andato a circa 20.000km per non tornare mai più. Insensibile.
Comunque, qualche tempo fa ho letto questo tutorial su come realizzare una protezione con il Kydex, materiale che ovviamente ho ordinato SUBITO e altrettanto ovviamente tenuto in un cassetto per mesi e mesi (troppo pigro per smontare il carter).
Visto che stavolta il carter l’ho dovuto smontare giocoforza e l’avevo a disposizione sul banco, ho deciso di procedere.
E stranamente è andato tutto bene (al secondo tentativo, lo ammetto).

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Foto di gruppo: il copricarter e la nuova pompa freno (a cui manca ancora la protezione)