“the good, the bad and the ugly”

Il titolo western è da intendersi ovviamente in senso metaforico (tranne per quanto riguarda l’ “ugly”, quello sono io ^_^ ).
“the good, the bad”, il buono e il “cattivo”, simboleggiano le cose successe in questo periodo di pigrizia che mi ha tenuto lontano dalla tastiera per un po’.
Da dove cominciamo?
Beh, dalle buone, ovviamente, “the good”.
Dall’ultima volta che ho scritto ci son state diversi eventi di cui parlare (ve li racconto brevemente, sennò vi annoio e facciamo giorno, come si suol dire), li elenco in ordine sparso:

-Inaugurazione del monumento a Fabrizio Meoni
-Gita all’isola del Giglio
-Raduno LC8.org sulle Dolomiti
-Traveller’s Camp

 

-Inaugurazione del monumento a Fabrizio Meoni

Fabrizio Meoni ha lasciato un grande vuoto nel cuore degli appassionati quel maledetto giorno nel deserto della Mauritania.
Era un personaggio molto amato, non solo per le sue gesta sportive, ma anche e soprattutto per il suo modo di essere, schietto e caparbio ma con un cuore enorme.
Quel cuore che l’ha spinto a piangere, sul podio della Dakar, guardando i bambini sporchi e malnutriti sotto al palco.
Quel cuore che l’ha portato, prima della sua scomparsa, a costruire qualcosa per quei bambini e per la terra che amava.

“…L’Africa mi ha dato tanto, è giusto che io restituisca qualcosa all’Africa per aiutare i più deboli”, disse.

La fondazione che prosegue la sua opera (e porta il suo nome) ha realizzato, fra le altre cose, tre scuole a Dakar.

A 12 anni dalla sua scomparsa, il comune della sua città ha voluto rendergli omaggio con una statua realizzata da Lucio Minigrilli, la cui gestazione è durata due anni, che lo ritrae mentre affronta una duna in sella alla sua KTM.
Tantissima gente è accorsa il 14 maggio a Castiglion Fiorentino, a testimonianza di un affetto rimasto immutato negli anni, e il rombo delle moto al limitatore mentre la statua veniva scoperta è stata la colonna sonora di un momento veramente emozionante.
Così come per me ad alcuni amici è stata emozionante anche la giornata precedente all’inaugurazione.. abbiamo pranzato e passato il pomeriggio con gli amici di Fabrizio che ci hanno raccontato aneddoti e pezzi di vita, quelli che non leggi sui giornali e che ti fanno capire ancora meglio che gran persona fosse il “Cinghiale”. E che dopo ci hanno accompagnato al cippo a lui dedicato collocato vicino al Passo della Foce, in mezzo ai sentieri dove si allenava.

L’articolo della Gazzetta

Il sito della Fondazione Fabrizio Meoni 

La pagina Facebook del Motoclub Fabrizio Meoni


-Gita all’isola del Giglio

Visto che quest’anno il primo Maggio cadeva di lunedì, abbiamo colto l’occasione per prendere le moto e fare una gitarella all’Isola del Giglio, a qualche anno dal fattaccio della Costa Crociere.
Non eravamo mai stati sull’isoletta, e c’è da dire che forse ha poco senso andarci in moto (ci sono pochissimi chilometri di strade) se non per la facilità di spostamento (e il prezzo del traghetto più basso rispetto all’auto)..
Non c’eravamo mai stati, e abbiamo colmato la nostra lacuna con grande piacere.
Soprattutto fuori stagione l’Isola del Giglio è carinissima, se vi piace camminare a piedi ci sono molti sentieri, il mare ovviamente è bellissimo, e si mangia bene.
Noi alloggiavamo in un piccolo appartamento a Giglio Castello, proprio nel cuore del borgo, un paese da visitare gironzolando senza meta nelle stradine, in mezzo alle case di pietra, godendo degli scorci suggestivi che appaiono all’improvviso..
Molto piacevole è stato anche il particolare aperitivo in cui siamo stati coinvolti dalla titolare del negozio di alimentari dove stavamo facendo la spesa..
Un aperitivo in vigna, con un panorama splendido e un vino notevole (l’Ansonaco) prodotto proprio da quei filari, che ci ha dato l’occasione di una piacevole chiacchierata a proposito delle difficoltà di vivere lì, di coltivare, di crescere i figli, e di come nonostante tutto quelle persone amino e siano affezionate alla loro terra.

Qui trovate qualche foto 🙂

 

-Traveller’s Camp

Evento molto particolare, giunto alla sua quarta edizione, che vuole rappresentare un punto di incontro per motoviaggiatori, un meeting in cui ognuno porta un po’ della sua esperienza, dove ci si scambiano idee, opinioni, proposte, racconti, o semplicemente si fanno quattro chiacchiere con vecchi e nuovi amici.
Quest’anno (il primo, per me) si è svolto al villaggio ecologico di Granara, vicino a Valmozzola, in provincia di Parma.
Una situazione molto “easy”, con toilette ecologiche, docce quasi all’aperto (con acqua riscaldata dal sole, e in quei giorni ce n’era tanto), e le tende montate liberamente in un campo.
A rendere surreale la location, un.. tendone da circo.
Esatto, un tendone vero e proprio, dove si sono svolti gli incontri con i motoviaggiatori scelti per raccontare le loro storie.
Vi metto il link con l’articolo di Totò le Motò sul sito di Motoadventure, visto che non saprei raccontarvelo meglio 🙂

-Raduno LC8.org sulle Dolomiti

Anche quest’anno il raduno del forum è andato alla grande.
3 giorni nella splendida cornice delle Dolomiti, con base a San Martino di Castrozza all’Hotel “La Montanara”, coccolati dall’albergatore-motociclista che oltre ad accompagnarci durante il giro, ci ha fatto trovare pure la carta igienica “Orange” ^_^
Ottimo cibo, belle curve, vecchi amici, nuove conoscenze, birra, risate, cazzeggio. Menu completo, direi 🙂
La possibilità di partire con un giorno di anticipo ci ha dato la possibilità di goderci il raduno al meglio, ed anche di fare una salitina a cima Rosetta ed ammirare le Dolomiti “da sopra”, invece che dal basso 🙂
Peccato per il ricordino di 137 euro recapitato a mezzo raccomandata in busta verde, ma son cose che capitano.. 🙂

Questo è il video del raduno..
https://youtu.be/ZvP-gCSlFHw

Il sito dell’ Hotel
http://www.hotelmontanara.it/
…the bad..

Per quanto riguarda le cose meno belle, purtroppo devo raccontare anche di un incidente che ci ha coinvolto al ritorno dall’inaugurazione della Statua a Fabrizio Meoni.
La dinamica, purtroppo, sempre la stessa di tanti altri, ovvero una strada laterale che si immette sulla provinciale, un’auto ferma allo stop, io che faccio i fari, suono il clacson, rallento, inizio a spostarmi al centro della carreggiata, l’automobilista alla guida che oltre a non sentirmi non si degna minimamente di guardare dalla mia parte e scatta dallo stop mentre sono praticamente davanti al suo cofano.
C’è mancato un pelo, eravamo quasi salvi, ma purtroppo l’auto mi ha colpito nello spigolo valigia destra.. ho cercato inutilmente di tenere la moto in piedi, ma la conseguenza del controsterzo è stato un piccolo high-side che ci ha sbattuto a terra.
La zavorrina ha preso una bella botta alla schiena, ed è stato necessario un controllino in ospedale mentre io sbrigavo le pratiche “burocratiche”..
Alla fine ce la siamo cavata con poco.. un po’ di dolori sparsi, un gran bello spavento per la povera passeggera, un po’ di vestiario e ferramenta da ricomprare (e per quanto riguarda le valigie poi aprirò un capitolo a parte), ma la povera moto da gran guerriera si è comunque rialzata ancora una volta e mi ha riportato a casa.
Alla fine, anche se sembra una frase fatta, è andata decisamente bene.

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Vieni a ballare in Puglia! (al raduno LC8.org)

Quando è stata lanciata l’idea per il secondo raduno LC8.org nel Gargano non ho aderito subito.
Non perché non mi andasse l’idea, ovviamente, ma perché il periodo scelto era pericolosamente vicino a una data funesta, ovvero quella di oggi.
Otto ottobre duemilaquindici.
Il termine della cassa integrazione e l’inizio della mobilità. E di mille pensieri connessi a questo, al passato, al presente ed al futuro.
Poi alla fine ho deciso che un viaggetto sarebbe stato un ottimo modo per “chiudere un era” (e, lo ammetto, ho anche pensato “chissà quando potrò farne un’altro”) e mi sono iscritto in extremis.
Mai decisione fu più azzeccata.
In tre giorni ho fatto il pieno di emozioni, abbracci, risate, cazzate, racconti, un pieno che mi ha fatto rientrare a casa stanco ma felice, e carico di energia positiva.
Ho rivisto vecchi amici, ho conosciuto persone nuove, dato un volto a molti nickname e assaggiato una parte d’Italia che non conoscevo.
Un morso alle curve, un paio di morsi alle strade sterrate (in quella zona ce ne sono veramente tantissime, un parco giochi) e una degustazione di costa e mare, “servite” da persone calde ed accoglienti.
Portate succulente che ti lasciano con la voglia di tornare ad assaggiare tutto il resto del menù.. 🙂
Ma la parte migliore è stata quando ci siamo fiondati sulla spiaggia con le moto.
Inizialmente con la scusa di fare solo una foto di gruppo, eravamo tutti un po’ titubanti nel lasciarci andare finché Giampiero non ha rotto il ghiaccio e si è messo a correre sul bagnasciuga con la sua 1190R.
Io non ero mai stato sulla sabbia, infatti mi ero candidato a cadere per primo, e invece dopo pochi metri (il tempo di mettere in pratica la teoria accumulata in decine di discussioni e vedere che funzionava) mi son ritrovato a spalancare il gas come un cretino su e giù per la spiaggia.
E devo dire che la sensazione inebriante di libertà che ti regala il correre a 110 all’ora su una spiaggia, accanto alle onde, l’avevo provata davvero pochissime volte.
Testa vuota e manetta spalancata a giocare come un bimbo tra una derapata, una tirata a limitatore e un guado, col sorriso stampato in faccia.. un sorriso di quelli che fanno stare bene.. 🙂

Qui trovate le mie foto del raduno (è un album su Facebook), qui sotto quelle scattate nella spa per bambini cresciuti (ma non troppo) 😉

Un grazie a tutti i presenti al raduno, un grazie speciale a chi si è sbattuto per organizzarlo, e un grazie anche a Loretta che ci ha scattato le foto mentre giocavamo.. gli altri suoi scatti li trovate qui 😉

"cazzo, funziona!"

“cazzo, funziona!”

 

"....freedooooom!!"

“….freedooooom!!”

 

boia, che lavata!

boia, che lavata!

Back to Sardinia!

Ho un ricordo molto nitido della prima volta che ho poggiato le ruote della moto in terra Sarda.
Correva l’anno 2007.
Complice una relazione terminata poco prima, l’estate era trascorsa in maniera piuttosto “piatta”, visto che i programmi (non molti, in verità) erano ovviamente saltati.
La mia moto nuova, una meravigliosa e incazzata KTM 950 Supermoto, scalpitava per essere portata in giro come si deve. Un gruppo di amici di IHM (il newsgroup it.hobby.motociclismo, per i lettori “anziani” :p ) sarebbe andato in Sardegna verso metà Settembre.
Quale migliore occasione per scrollarsi di dosso l’apatia?
Per uno strano incastro di turni e ferie mi trovai col biglietto per partire un giorno prima del resto del gruppo e rientrare con un giorno di anticipo.
Il traghetto dell’andata viaggiava di giorno e la traversata andò piuttosto bene.
Feci il bagno nella piscinetta del traghetto, riempita di acqua assolutamente gelida, mi crogiolai al sole e mi feci accompagnare da una colonna sonora niente male, in cui spiccava l’album “Requiem” dei Verdena (se non lo conoscete, recuperatelo).
Non ricordo se il traghetto attraccò ad Olbia o a Golfo Aranci, ma l’albergo scelto come base per il ritrovo era a Bosa Marina, e quindi dovetti viaggiare di notte ed attraversare l’isola per raggiungerlo.
Impostai il “navigatore” (un vecchio smarphone con windows Mobile infilato in una custodia impermeabile Otterbox!), misi i pensieri in stand-by e mi abbandonai completamente a quelle curve, a quelle strade nuove, al profumo del mirto, delle ginestre, degli oleandri che mi riempiva le narici e mi accompagnava alla scoperta di quell’asfalto sconosciuto..

Facile innamorarsi della Sardegna.

Tanto facile da arrivare al punto di tornarci due volte all’anno, rigorosamente fuori dalla cosiddetta “alta stagione”, per godersela fino in fondo.
Poi l’improvvisa ed inspiegabile impennata dei prezzi dei traghetti ha reso controproducente recarsi sull’isola per pochi giorni come facevamo noi, perché può esserci tutto l’amore del mondo per quella terra ma se il prezzo della nave costa come metà di una vacanza altrove alla fine io scelgo l’altrove, scelgo di vedere un’altro pezzetto di mondo.
E così, dal Maggio del 2010, non sono più tornato in Sardegna.
Quest’anno, complice il raduno del forum LC8.org (yeah!) e una tariffa di viaggio per il gruppo particolarmente conveniente, sono riuscito a mettere di nuovo le mie ruote sull’isola.
Sono passati 5 lunghi anni, le mie ruote nel frattempo sono cambiate (e i loro diametri sono cresciuti ;D ) e così sono riuscito ad assaporare anche un piccolo assaggio della Sardegna che mancava.. non solo curve (che non son mica mancate, eh!) e spiagge, ma anche sterrati che ti portano in posti sconosciuti ai turisti, ti fanno vedere scorci di una Sardegna che ormai non esiste quasi più e ti fanno gustare paesaggi nuovi, visti da una prospettiva diversa.
Perché trovarsi ad ammirare dall’alto la spiaggia di San Nicolao è bello, ma arrivarci dalla strada sterrata e vedere il panorama che si apre improvvisamente dietro l’ultima curva fatta col posteriore che derapa è una sensazione che ti resta dentro..

Mi sei mancata, Sardegna! 🙂

Arrivare in un posto così ripaga dell'abbondante sudata, credetemi :)

Arrivare in un posto così ripaga dell’abbondante sudata, credetemi 🙂

…pant pant.. rieccomi..

Eccomi qua, è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho scritto. Lo so.
Sono stato un po’ pigro, chiedo venia.. 🙂
Dunque, che è successo di interessante in questo periodo?
Tralasciando gli interventi sulla moto, ovvero il secondo controllo valvole & secondo cambio candele (in oltre 80.000km. Le valvole erano perfette, sapevatelo), lo stramaledetto sensore del TPS sostituito e un paraolio da 3 euro e 50, ci sono stati un paio di begli eventi su cui vale la pena spendere due parole, perché in moto ogni tanto bisogna anche andarci, no? 😉

Marche Festival Orange

Gli amici del forum LC8.org hanno organizzato nel weekend del primo maggio un bell’evento nelle Marche, una regione bellissima ma che purtroppo resta un po’ troppo spesso fuori dai giri “canonici”.
Quale migliore occasione per metterci di nuovo le ruote? Gli ingredienti ci sono tutti, un po’ di amici da rivedere, dell’ottimo cibo, delle belle strade… serve altro?
Anche no! 🙂
Ovviamente io e Teresa ne abbiamo approfittato per togliere le ragnatele alla nostra fedele tenda e abbiamo dormito nel giardino dell’albergo (la Locanda Salimbeni, se passate da quelle parti fermatevi, vale la pena 😀 ) invece che in camera come gli altri, in perfetto barbon-economy-style.. 🙂
Teresa ha colto l’occasione per fare il primo viaggetto impegnativo con la sua Beta Alp, che fino a quel momento aveva utilizzato solo in brevi giretti per prendere un po’ di confidenza.. beh, se l’è cavata piuttosto bene, oltre a divertirsi un sacco 🙂
Sulla Betina magari farò un post approfondito, perché ce ne sono di cose da raccontare.. è una piccola bestiolina capricciosa, però si sa far volere bene alla fine.. 😉

Qui ci sono le foto, dovrebbero essere visibili anche ai non iscritti a Facebook.. nel caso non lo fossero battete un colpo 🙂

Tendata sull’Isola by Motociclismo All Travellers

La ricetta è semplice e collaudata.
Si sceglie un posto, in questo caso la splendida Isola d’Elba, si trova uno spazio per piantare un po’ di tende, un albergo per i meno avvezzi al camping, ci si mette qualche bel giro, un aperitivo per socializzare, delle griglie per grigliare,  e poco altro.
La riuscita è garantita.
E infatti è stato un weekend veramente ben riuscito, nonostante il meteo del venerdì abbia fatto di tutto per rovinarci la festa, compreso avere clamorosamente la meglio sui poveri stivali di Teresa, che al porto di Piombino abbiamo dovuto svuotare come due caraffe.
La location che ci ha accolto è stata la tenuta delle Terme di San Giovanni, solitamente interdetta al campeggio ma concessa per l’occasione agli amici di MotociclismoAllTravellers, un parco tranquillo e molto ombreggiato che si affaccia sulla rada di Portoferraio.
Tre giorni di moto, tenda, cazzeggio, nuove amicizie, chiacchiere tecniche e racconti di viaggi.
Con un plus decisamente interessante, ovvero il mini-corso di guida fuoristrada, tenuto dal grande Fabio Fasola (che poi ci ha portato anche in giro su alcuni percorsi off-road).
Ovviamente è stato un corso base, per dare le prime nozioni ai neofiti, ma siccome non si finisce mai di imparare alla fine quelle nozioni si sono rivelate preziose anche per me, che le ruote fuori dall’asfalto le ho già messe un po’ di volte ma completamente da autodidatta.
Sull’Isola d’Elba c’è poco da dire, è piccola, le strade non sono tutto ‘sto granché (almeno quelle asfaltate) ma è sempre un piacere visitarla, soprattutto in questo periodo, quando ci sono ancora pochi turisti e si può godere fino in fondo della sua bellezza senza fare a gomitate.. 🙂

Qui alcune foto 🙂

Un po’ di link:
http://www.locandasalimbeni.it/
http://www.motociclismoalltravellers.com/
http://com.fasola.it/wordpress/chi-siamo/