Il verde, il Verdon e la gondola…

Da qualche tempo non macinavo un numero ragionevole di chilometri, complice anche la pausa più o meno forzata dopo la scivolata.
E io, se sto troppo tempo senza andare seriamente in moto, divento una brutta persona, lo sanno tutti.. 😉
La ricetta per evitarlo è semplice: prendi il primo weekend lungo disponibile (ovvero quello di Pasqua), cerchi una meta che consenta un rientro “in giornata” (che la mattina poi c’è da lavorare), aggiungi un amico che non vedi da tanto (troppo) tempo, et voila, problema risolto 🙂
La meta scelta sono state le classiche (ma sempre meravigliose) Gole del Verdon, perfetto connubio fra una natura spettacolare e delle strade da piega niente male.
Ovviamente, come spesso succede quando pianifichi accuratamente qualcosa, gli imprevisti son sempre dietro l’angolo. E nel mio caso ce n’erano erano addirittura due ad aspettarmi.
Il primo si è manifestato all’andata, sul Colle della Maddalena, dove la frizione per poco non mi ha abbandonato.
Piccolo excursus: quando sono scivolato a febbraio ho preso una botta sul comando frizione, come testimonia la grattata sulla leva. Avevo notato una perdita di liquido sospetta, ma una volta pulito il tutto, girandoci non avevo notato altre fuoriuscite, quindi non mi sono preoccupato di comprare il kit per rigenerare la pompa.
Grave, gravissimo errore.
Salendo verso la Maddalena, ad un certo punto ho notato che la frizione staccava in modo strano e aveva un po’ di corsa a vuoto. Quando mi son fermato per controllare, mi sono accorto del disastro.. carena e paramano cosparsi di liquido fuoriuscito dalla pompa.
“Poco male”, ho pensato.. “alla fine non è un problema grave, non rimango a piedi”.
E poi “io guido sopra ai problemi” (cit.)
Così ho limitato al minimo l’uso della frizione, riservandola per le reali necessità, percorrendo inizialmente metà dei tornanti in terza (e dicono che l’LC8 è scorbutico :p ), poi guidando direttamente senza frizione (anche in scalata) per una trentina di chilometri, ovvero fino al primo paese ragionevolmente abitato, dove mi son precipitato dal benzinaio a comprare una boccia di liquido LHM (quello per le sospensioni delle Citroen).

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“perfetto, è di quello buono!”

Rabboccato la vaschetta della frizione (ormai quasi vuota) col prezioso liquido verde Kriptonite, son ripartito, era rimasta un po’ d’aria nel circuito ma funzionava, quindi non mi son preoccupato di spurgare.
La pompa ha continuato a perdere ma poco, consentendomi di rientrare senza aggiungere altra brodaglia.
Problema risolto brillantemente.
In compenso adesso ho una scorta di liquido LHM sufficiente per il prossimo lustro, visto che la boccia acquistata era da un litro..
Ah, se vi succedesse, potete buttare nella vaschetta della pompa frizione praticamente tutto, anche olio motore di bassa qualità, purché minerale. NON metteteci l’olio dei  freni, rovinereste tutti gli o-ring.
Ad ogni modo, tutto è proseguito meravigliosamente fino alla mattina della partenza, quando mi sono accorto di una piccola goccia sotto al forcellone, in corrispondenza del mono.
Ispezionando, ho constatato che si trattava effettivamente di una perdita d’olio (le altre ipotesi, che andavano dalla pipì di qualche animale a un eccesso di guazza mattutina appozzata nella cavità del forcellone, effettivamente erano un po’ improbabili)
Il mono era stato completamente revisionato un mese prima, ma purtroppo la tenuta aveva ceduto e stava trafilando dallo stelo.
Pazienza, son partito e via.
Per un po’ non ho avvertito differenze significative alla guida, e mi son pure divertito, poi ad un certo punto mi son fermato per fare una foto e quando ho tolto la moto dal cavalletto ho sentito un “TOC” al momento dell’estensione dell’ammortizzatore, rimasto ormai con poco olio.
Per farla breve, ho fatto gli ultimi 300 chilometri con il mono completamente senza freno idraulico in estensione. Senza idraulica, l’ammortizzatore risale dalla compressione usando solo la molla, sparando in su il culo della moto (e il sovrastante pilota) piuttosto velocemente ad ogni avvallamento. In pratica, sembra di essere in gondola.
Per limitare il problema almeno in autostrada e rientrare a una velocità decente, ho precaricato assai la molla (limitando l’affondamento), ottenendo una moto “quasi” guidabile almeno fino ai 130, anche se in curva sembrava di avere le gomme sgonfie.
Arrivare a casa è stata una liberazione, devo ammetterlo 🙂
Inutile dire che appena arrivato, subito dopo la doccia ho smontato il mono, portato dal meccanico il giorno dopo..

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Testimonianza di un disagio. Grosso.

E il grande Claudio di CZ corse mi ha rimandato a casa il martedì sera stesso col mono revisionato di nuovo, al momento, dopo aver recuperato la tenuta in uno scatolone.. grandissimo davvero!
In pratica sono rientrato lunedì sera con la moto che gocciolava da tutte le parti e mercoledì sera era già in perfetta forma (il concessionario aveva disponibile il kit per la pompa frizione).. quando si dice l’efficienza 🙂
Per il resto.. un bel weekend di pieghe, tante chiacchiere, cazzeggio, cibo e relax, in cui la preoccupazione più grande è stata riuscire ad assaggiare l’Amandine (un liquore alle mandorle tipico dell’alta provenza) e portarne a casa una bottiglia  🙂

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Adattarsi allo stile di vita locale sorseggiando Pastis 🙂

Le foto le trovate qui 🙂

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Il giro completo, circa 1350km 🙂