(almost) ready to go! :)

Ebbene si, anche quest’anno siamo arrivati al momento della partenza.
Purtroppo, per motivi su cui non mi dilungo, non ci sarà il “viaggione”, quello da millemila chilometri, quello che ti porta lontano ad assaporare luoghi, atmosfere e usanze spesso molto diverse dalle nostre.
Visti i pochi giorni a disposizione abbiamo deciso di restare relativamente vicino e concederci un giro tra Francia, Svizzera e Austria, cercando comunque di toccare località che non abbiamo mai visto ma lasciando anche un po’ di spazio per l’improvvisazione dell’ultimo momento.
E magari per passare anche a salutare qualche amico 🙂
Ovviamente partiremo con tutto il necessaire per campeggiare, visto che siamo in un periodo in cui non è così improbabile ricevere dei salassi assurdi per mangiare e dormire.
In pratica cambieranno le distanze, ma non lo spirito 🙂
E, come in ogni partenza che si rispetti, nei giorni precedenti c’è il “rito” della preparazione del mezzo e dell’attrezzatura.
Perché il mio bagaglio lo preparo in 5 minuti, il resto necessita di qualche attenzione in più.
E allora ti metti a pensare a quello che ti serve, a capire come limitare le cose da portare pur restando pronto a (quasi) tutto, come ottimizzarne la disposizione..
E passi due giorni a recuperare alimentatori, cavetti, adattatori, riempire la tanichetta dell’olio (una prassi comune per molti possessori di LC8), cercare negli scatoloni quelle vecchie pasticche dei freni usurate a metà che “le porto, non si sa mai”, avvolgere piccoli rocchetti di nastro americano, e via dicendo.
Per poi passare alla fase “tetris”, ovvero come incastrare tutto l’occorrente per il campeggio nella sacca a rotolo, cercando la migliore sistemazione possibile (che ovviamente sarà tale solo per il primo giorno poi regnerà il caos, e lo sai benissimo ma va bene così).
I preparativi per un viaggio, che sia breve o verso l’altra parte del mondo, sono sempre un momento magico, che ti carica di adrenalina e di aspettative, è un rito di passaggio che ti traghetta dalla routine all’anarchia, che ti prepara a tuffarti in una grande vasca piena di immagini, voci, rumori e profumi nuovi, in cui immergerti totalmente per assorbire tutto quello che puoi e portarlo con te.
Una terapia rigenerante per il corpo e, soprattutto, per l’anima.
Lasciatevi andare e godetevi il viaggio, qualunque esso sia, ma anche la sua preparazione.
E assaporateli come se fossero un buon rum, senza fretta, per carpirne tutte le sfumature.
Ci rileggiamo fra qualche giorno, vado a buttare due stracci nella borsa.. 😉