Engine (re)start!

Tre mesi.
Tre lunghissimi mesi senza poter toccare la moto.
L’ultima volta che l’ho usata è stato il 20 dicembre ed era una bellissima e tiepida giornata di sole.
Ho quasi rischiato di rimanere bloccato in un immenso campo d’erba bagnata e fanghiglia, quel giorno, ma sorvoliamo.
Tre giorni dopo, il maledetto menisco mi ha abbandonato.
Da lì, una lunga attesa, prima per poter fare la risonanza, che ha avuto come esito la necessità di operare, poi per poter fare l’intervento.
E ancora, dopo l’intervento, l’attesa per poter avere di nuovo il ginocchio operativo.
Che poi io in moto ci sarei anche andato, mentre aspettavo di operarmi, ma il chirurgo mi ha scoraggiato facendomi notare che sussisteva ancora il pericolo di ritrovarmi con la gamba bloccata (nel mio immaginario il menisco era rotto, punto, non gli poteva mica succedere altro).. ottimo argomento per farmi cambiare idea.
Adesso il ginocchio sta migliorando, la fisioterapia in palestra sta dando i sui frutti, il medico mi ha dato l’ok (si, insomma.. più o meno.. ha sentenziato “tanto fai come ti pare”, io lo prendo per un si), e quindi credo a breve potrò montare di nuovo in sella.
E così, oggi, ho deciso di mettere in moto la bestia.
Non l’ho fatto prima, perché l’idea di accenderla e poi non poterla usare per un mese ancora mi avrebbe fatto troppo male.
Ma oggi era il momento giusto.
Ho girato la chiave un paio di volte per far caricare bene la pompa della benzina, ho lasciato un minuto i fari accesi per poter riattivare la batteria al litio dopo il letargo, e ho premuto il magico bottoncino.
Il motore ha girato per un attimo senza accendersi, come previsto.
Al secondo tentativo la batteria si era “risvegliata” e il bicilindrico ha iniziato a cantare senza esitazioni, col suo vocione cupo e possente.
Mi son guardato nello specchietto, quasi commosso, ed ho visto riflesso un enorme sorriso a 32 denti, il sorriso delle grandi occasioni, quello di quando fai qualcosa di speciale.
Perché il significato del premere quel pulsantino oggi, per me, è quello del ritorno alla normalità, del poter ricominciare a fare ciò che amo di più.
Del rimettersi in moto, in ogni senso.

What’s in my (big) bag?

Qualche tempo fa, in un lunghissimo thread su ADVrider dal titolo “let’s see a picture of your camping setup and how it all fits on your bike… please” avevo postato un paio di foto della mia Adventure in assetto da viaggio, assetto che comprende praticamente tutto il necessaire per campeggiare e per cucinare in maniera indipendente (e pure per consumare degnamente il lauto pasto).
Qualche membro del forum rimase stupito e mi disse che era impossibile portare così tanta roba in così poco spazio (loro sò ammerigani, sò spreconi, sò abituati alle robe grosse), e così feci una spiegazione dettagliata.
Visto che al momento sono ancora intento a smaltire i postumi di un’operazione al menisco e in moto non ci posso andare, ne approfitto per raccontare anche a voi cosa c’è nelle mie borse quando affronto un viaggio in coppia, in particolare nella grossa sacca a rotolo legata sul portapacchi.low_res-1975
Quella è la borsa dell’attrezzatura da campeggio.
Cosa contiene?
Ecco una lista piuttosto accurata..

-Tenda 3 posti (per stare comodi in due)
-due sacchi a pelo estivi
-due liner (seta o altro materiale)
-due materassini gonfiabili
-due cuscini
-due seggiole/sgabelli
-2 pentole complete di coperchio, piatti, bicchieri, posate
-Sale, olio, spezie varie, accendino e altre cosette per la cucina
-Fornello multicombustibile
-Martello per i picchetti
-doccia portatile da 10 litri (utile anche come contenitore per l’acqua)
-qualche busta di cibo liofilizzato per emergenze/pigrizia 🙂

Com’è possibile far stare tutto in una borsa da 50 litri?
Semplice, servono cose selezionate piuttosto accuratamente.
Iniziamo dalla scelta della tenda: come accennato sopra, per stare comodi in due con i relativi bagagli serve una tenda da tre posti, e deve essere facile da montare e smontare, altrimenti facendo camping itinerante dopo tre giorni la maledirete in svariati idiomi.
Il mercato offre infinite possibilità, c’è da perderci un po’ di tempo, ma alla fine restringendo la scelta a quelle con delle dimensioni accettabili da chiuse, si riesce ad individuare la candidata ideale, qualsiasi sia il budget a disposizione.
La mia scelta qualche anno fa cadde sulla Quechua QuickHiker III, una tenda robusta, facilissima da montare, spaziosa, con due ingressi e due absidi e che chiusa ingombra il giusto (un rotolo da 40x18cm).
Si tratta di una tenda tre stagioni, ma ovviamente viene utilizzata in coppia nel periodo che va dalla primavera all’autunno, quindi è perfetta.
Unica modifica, ho sostituito i picchetti di serie (peraltro ottimi) con un set di picchetti in.. titanio.
Si, avete letto bene.
Costicchiano un po’ (io li pagai circa 4 euro l’uno), ma è un investimento per la vita. Li comprate una volta e non ci pensate più, se avete più tende li passate da una all’altra e si piantano veramente ovunque (anche nell’asfalto!) senza problemi.

Reparto “letto”.
Inutile sottolineare come i materassini del supermercato servano a ben poco nell’ottica di risparmiare spazio prezioso, serve orientarsi su qualcosa di più tecnico.
In questo caso, purtroppo, vale il detto “chi più spende meno spende”, per varie ragioni.
La prima è che riposare bene quando si è in viaggio è molto importante. Magari per una notte o due si dorme anche sui sassi, ma per periodi più lunghi è meglio qualcosa di più confortevole.
La seconda è che i materassini più costosi sono una garanzia in quanto a robustezza e caratteristiche generali.
Anche un normale materassino a 6 tubi una volta sgonfiato diventa molto piccolo, ma per gonfiarlo serve un sacco di tempo, per sgonfiarlo bene ne serve il doppio, l’isolamento è prossimo allo zero, e le valvoline (di solito uguali a quelle dei materassini da spiaggia) dopo un po’ cedono.
Un materassino come si deve, oltre a gonfiarsi e sgonfiarsi rapidamente ed isolare meglio, vi durerà una vita (non sto scherzando, i Therm-a-rest son garantiti a vita sul serio), quindi investite senza remore.
Quelli che usiamo per viaggiare sono proprio della Therm-a-rest: il mio è un NeoAir X-lite (che chiuso è più piccolo di una bottiglia da mezzo litro), quello della mia ragazza un NeoAir Venture. Assolutamente meravigliosi.

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..perché le dimensioni, contano..

L’X-lite lo apprezzerete se campeggiate anche col freddo (ha un fattore di isolamento più elevato), altrimenti potete orientarvi direttamente sul Venture.. costa molto meno, ha uno spessore maggiore e chiuso non è molto più grande.
Se dormite supini (o siete leggeri), gli autogonfianti da 3cm di spessore sono abbastanza compatti una volta arrotolati e rappresentano una buona soluzione, ma io non riesco a dormirci bene.
I sacchi a pelo estivi sono degli ottimi (purtroppo non più in produzione) quechua S15-ultralight, 15 gradi di temperatura confort e veramente piccolissimi una volta chiusi nella sacca di compressione.
Se fa più fresco, ci abbiniamo i liner di seta (non quelli di materiale sintetico) che abbassano di qualche grado la temperatura comfort. Se fa troppo caldo, dormiamo direttamente nei liner. Di norma quelli in seta costicchiano, ma su ebay potete acquistarli direttamente in oriente a cifre ridicole 🙂
Inutile dire che i “lenzuolini” in questione occupano pochissimo spazio.
Da qualche tempo tengo perennemente nella borsa anche un liner termico della Sea to Summit, il “Thermolite Reactor Extreme”, un saccoletto dall’alto potere isolante (grazie alle fibre cave di cui è composto) che dovrebbe garantire un incremento verso il basso della temperatura di comfort di ben 15°c una volta inserito nel sacco a pelo.
Forse non saranno effettivamente 15, ma dieci di sicuro, e per quello che pesa e ingombra vale la pena portarselo sempre dietro.
Ovviamente se sappiamo di dover andare prevalentemente in posti dove la notte fa più fresco, partiamo direttamente con dei sacchi a pelo più “consistenti”.
Per quanto riguarda i cuscini, gli ho dedicato un post apposito sul blog, lo trovate qui.. 🙂

Reparto “cucina”.

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L’MSR Quick-2, utile anche per giocare a Tetris..

Dopo aver girato per un po’ con kit improvvisati (ma funzionali), ho deciso di investire in qualcosa di più professionale ed ho optato per l’MSR quick 2.
Il kit comprende una pentola antiaderente da 1,5lt, una pentola da 2,5lt, un coperchio che funge anche da scolapasta, un manico sganciabile (adatto ad entrambe le pentole), due piatti col bordo alto, due bicchieri/tazze a doppia parete (mantengono la temperatura delle bevande, calde o fredde).
Il tutto viene racchiuso nella pentola più grande, per un ingombro finale di 19.7 x 12.7 cm.
E dentro c’è spazio pure per un piccolo tagliere in plastica (aggiunto da me, sagomato a misura partendo da un tagliere flessibile), due set di posate pieghevoli e una spugnetta per lavare il tutto.
In un piccolo astuccio a parte invece trovano spazio una paletta di legno (fondamentale), un barattolino di sale, una piccola bottiglia d’olio, il pepe, il peperoncino, l’aglio in polvere, un piccolo flaconcino di tabasco, un paio di bustine d’aceto, e l’accendino.
Ah, e una piccola bottiglina di sapone universale biodegradabile, ottimo anche per le stoviglie.
No, non mancano i coltelli: sono due fedeli victorinox e li tengo nella borsa da serbatoio, visto che fa comodo averli a portata di mano 🙂

Il fornello (un multicombustibile) viene diviso in due, nella sacca trova posto solo il bruciatore, la bottiglia col combustibile se ne sta attaccata all’esterno della valigia laterale.
Perché un fornello di questo tipo e non uno normale, alimentato a bombolette di gas?

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Al solito, io cucino e lei cazzeggia. Che mondo ingiusto..

Il motivo è abbastanza semplice: reperire le cartucce, siano esse a vite o a forare, in certe zone non è proprio immediato, mentre con un multicombustibile (o anche con un fornello alimentato solo a benzina) il problema non si pone. Siete in giro in moto, la benzina non manca.
Senza considerare che con il freddo l’efficienza della miscela di gas contenuta nelle cartucce diminuisce non poco.
Intendiamoci, per giri di pochi giorni vanno benissimo, ma se pianificate una vacanza di un paio di settimane, secondo me il multifuel vince a mani basse. Oltretutto il suo bruciatore lo potete attaccare anche alle cartucce di gas a vite, quindi non pone limiti. State via un paio di giorni, prendete la cartuccia piccola. State via venti giorni, vi portate la bottiglia della benzina.
Se avete amici che tendono a fidarsi troppo della riserva della moto, inoltre, la benzina la potete rimettere nel serbatoio dell’appiedato. Di solito non serve a molto, ma è un bel gesto, no? ^_^
Più versatile di così.. 🙂

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“..tranquillo, te la do io un po’ di benzina.. LOL!”

Capitolo accessori vari.
Ho citato il martello, indispensabile per piantare a dovere i picchetti della tenda (perché non penserete mica di cavarvela sempre con prati verdi e terreni soffici, vero?).

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..poca spesa, tanta resa!

La soluzione scelta per portarsi dietro un martello di metallo “vero” (quello in gomma si demolisce quando i picchetti incontrano terreno duro e c’è da picchiare forte), senza l’ingombro del martello classico, l’abbiamo trovata in un negozio cinese.
L’attrezzino che vedete in foto, dal costo irrisorio, ci accompagna da anni senza fare una piega. Testato su terreni di ogni tipo, ha resistito egregiamente ai maltrattamenti nonostante le perplessità iniziali.
La doccia portatile della Sea-To-Summit è un piccolo capolavoro.
Chiusa è poco più grande di un pacchetto di sigarette, aperta contiene ben 10 litri d’acqua, si può (ovviamente) appendere, ed è dotata di un rubinetto con flusso d’acqua regolabile.

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..perché “l’uomo ha da puzzà”, ma c’è un limite..

Si può usare come doccia (autonomia circa 8 minuti), come contenitore per una scorta d’acqua, e come sacca stagna per contenere biancheria o vestiti.
Ed eccoci alle seggiole.
Ovviamente si potrebbero benissimo usare le valigie laterali per sedersi, ma visto che noi le usiamo come tavolo (unendole con una piastra di alluminio), tocca portarsi dietro qualcos’altro.

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Non si direbbe, ma reggono anche me!

Ultimamente ho messo su due piccoli sgabelli in alluminio, poco ingombranti ed efficaci, ma nel garage ho due meravigliose seggiole “Monarch” della Alite Designs, comprate direttamente negli USA,  fantastiche anche per rilassarsi, leggere, o semplicemente chiacchierare davanti al fuoco.
Si, hanno solo due zampe, perché gli altri due punti di appoggio sono forniti dalle gambe di quello che si siede, senza alcuno sforzo.
Sono estremamente resistenti (la portata è di oltre 110kg), leggere (poco più di mezzo chilo l’una), e chiuse si riducono a due cilindri di circa 30cmx11cm.
Unico difetto, il costo.
Si vive benissimo anche senza, ovviamente, ma ogni tanto qualche sfizio bisogna toglierselo, no? 🙂

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Seggiole, tavolo, tenda, pentole, moto. E birre. C’è quasi tutto.. 🙂

 

..zoccoliamoci!

..ehm.. da dove iniziare?
Ok, cercherò di affrontare l’argomento con delicatezza.
Se dico “camel toe”, son pronto a scommettere che la prima cosa che vi viene in mente non è sicuramente qualcosa che ha a che fare con le moto.
E va BENISSIMO così 🙂
Se non vi viene in mente niente, andate su google immagini, fate una ricerca e poi continuiamo.
Fatto?
Ora smettetela di guardare le foto e scrivete nel motore di ricerca “camel toe side stand”.
Dovrebbe uscirvi qualcosa di molto più attinente al mondo delle due ruote.
Vi faccio un breve riassuntino.
Si tratta di una estensione fissata alla base del cavalletto laterale che aumenta la superficie di appoggio e fa in modo che il terreno (soprattutto se molliccio) non sprofondi troppo sotto il peso della vostra moto.
Perché non è affatto simpatico andare a dormire in tenda e svegliarsi la mattina con la moto a terra perché il terreno ha ceduto, magari in seguito alla pioggia della notte.
“Camel toe” letteralmente significa “zampa di cammello” (o “zoccolo di cammello”), e nel nostro caso l’accessorio viene chiamato così perché il principio di funzionamento è proprio quello della zampa del simpatico Camelide, la cui particolare forma allargata permette all’animale di camminare nella sabbia senza affondare.

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…so che avreste preferito foto di altri camel toe.. :p

Questo accessorio si può realizzare in mille modi, che vanno dalla lattina schiacciata appoggiata sotto al cavalletto (che va benissimo in emergenza), al classico sasso, fino alla piastrina di acciao saldata direttamente al cavalletto.
Poi ci sono le soluzioni eleganti e funzionali, ovvero le piastrine aggiuntive.
Tempo fa, dopo averne costruito una da solo, comprai quella della touratech sperando che non avesse i difetti di quella “home made”.
Beh, il suo lavoro lo svolge egregiamente, ma dopo pochi giorni di parcheggio su terreni morbidi, si piega la parte di acciaio inferiore su cui poggia tutto il peso della moto, facendo allentare la struttura “a sandwitch” (come si vede nella foto) e rendendo la piastra ballerina e rumorosa.
In pratica una volta al mese c’è da smontarla e ribattere a martellate la parte inferiore.
Esattamente come quella fatta in casa.

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Touratech: Fail!

Un affarone.

Girovagando sui soliti siti cinesi, qualche giorno fa, mi è capitata sott’occhio una piastra in alluminio, apparentemente ben fatta e dal prezzo abbastanza ridicolo.
Mi son detto “perché non provare?”.
Et voila, mano alla carta di credito e andare.
Passati i venti giorni canonici per le spedizioni standard dal paese asiatico, stamattina il postino mi ha recapitato la busta con l’oggetto.WP_20160301_11_01_26_Pro
Devo dire che è veramente ben costruito, la parte in alluminio inferiore è piuttosto spessa e non dovrebbe piegarsi, presenta una sede circolare per accogliere la parte terminale del cavalletto originale e permettere alla parte in alluminio superiore di accoppiarsi perfettamente con la base, grazie alle 4 viti a brugola che le collegano saldamente.
WP_20160301_11_48_18_ProPer tenere la piastra nella posizione voluta ed impedire che ruoti invece sono presenti 4 grani supplementari, da stringere una volta accoppiate le due sezioni.
Semplice, efficace, ed esteticamente niente male.
Vedremo come se la caverà nel lungo periodo, ma sono abbastanza fiducioso.
E considerato che la spesa è stata veramente esigua, poco più di 11 (si, undici) euro, vale la pena di fare una prova, no? 🙂
La trovate su Aliexpress.

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