Pronto para ir! :)

(che dovrebbe significare “Pronti a partire!”, in Portoghese. O almeno lo spero)

Ebbene si, il viaggetto di quest’anno sta per iniziare 🙂
Sabato nel tardo  pomeriggio ci imbarcheremo su un traghetto che ci porterà a Barcellona e da lì ce ne andremo alla scoperta del Portogallo, o almeno una parte di esso.
Perché alla fine i chilometri sono sempre tanti e i giorni troppo pochi, quindi facendo una rapida pianificazione abbiamo (un po’ controvoglia) dovuto escludere la parte sud del Portogallo, per non ritrovarsi con tappe esageratamente lunghe e rischiare di non godersi abbastanza il viaggio.
Ebbene si, non sono uno che si fa spaventare dai tanti chilometri, ma quando sono in viaggio non amo le tappe troppo lunghe. Per me il tragitto su strada è parte integrante del viaggio stesso, quando posso scelgo strade secondarie, perché mi piace guardarmi intorno, fermarmi a prendere un caffè nel paesello sperduto, o semplicemente a fare foto.
Se le tappe diventano TROPPO lunghe, è impensabile fare certi percorsi e bisogna per forza affidarsi alle strade di grande comunicazione, che io mal digerisco, perdendo molto del fascino di essere in giro con una moto, un mezzo che per definizione ti fa essere parte integrante di ciò che osservi.
E osservare per ore il nastro di un’autostrada e le colonne di auto che la percorrono, non è esattamente una prospettiva esaltante.
Alla fine, questo è in parte lo stesso motivo che ci ha portato alla scelta del traghetto per arrivare a Barcellona invece del trasferimento su strada. Per essere a Barcellona la domenica pomeriggio saremmo comunque dovuti partire il sabato e fare un paio di tappe percorrendo autostrade o simili. Quindi alla fine stesso tempo, costo non molto inferiore, consumo di gomme inutile e divertimento zero.
I giorni che precedono una partenza “importante” sono sempre frenetici ed apprensivi.
Nella mia testa tutto è organizzato alla perfezione, ogni dettaglio ben definito, tutto è sotto controllo.
Peccato che sia così solo nella mia testa, perchè quando poi si tratta di metterlo in pratica, mi scontro con la mia proverbiale propensione al caos che mi porta ad avere le cose necessarie sparse su due piani, nascoste nei peggiori anfratti, dimenticate da mesi dentro a qualche scatola di cui ignoro l’ubicazione.
Un mezzo disastro, certo. Però volete mettere la soddisfazione di riuscire a ricomporre il puzzle dopo giorni di ricerche? 😉
Ad ogni modo, la moto è pronta, il bagaglio “tecnico” (attrezzatura varia e tutto il necessaire per il campeggio), di cui un giorno vi parlerò in maniera più specifica, chiuso e pronto per essere piazzato sul portapacchi. Mancano ancora i vestiti, ma ci metto 10 minuti 😀

Questo, a grandi linee, dovrebbe essere il nostro itinerario.

..il nostro probabile tragitto. Ve gusta?

..il nostro probabile tragitto. Ve gusta?

Se siete curiosi, potrete seguirci sul fantastico sito Youposition.it, a questo indirizzo:
http://www.youposition.it/it/map/5661/go-west.aspx

Qui invece potete trovare i viaggi dei due anni passati, sempre se siete curiosi.. 🙂
Polonia – 2013
Balcani-Grecia 2014

“Chiù borse pe’ tutti!”

Come si sa, quando si viaggia in moto in due lo spazio non è mai abbastanza, sempre ammesso che si voglia continuare a tenere la moto entro i limiti della decenza e di una manovrabilità umana.
Per fortuna oggi il mercato offre svariate soluzioni sia per il trasporto del bagaglio vero e proprio, sia per avere a portata di mano le cose indispensabili o da prendere al volo in caso di necessità, come ad esempio le tute antipioggia.
Perché no, non è simpatico dover sganciare le cinghie, aprire una sacca e ravanare 5 minuti per cercare l’antiacqua fermi in mezzo alla strada mentre arriva il diluvio universale.
Da tempo stavo adocchiando le borse morbide da attaccare sopra alle valigie d’alluminio, utili proprio per metterci dentro antipioggia/sovraguanti/rinforzino per il fresco/etc, ma il fatto di spendere non meno di 100 euro per due borse da usare 3 volte all’anno non mi andava molto a genio.
Intendiamoci, nonostante sia lucchese (e i lucchesi hanno storicamente la fama di avere il “braccino corto”) non mi faccio problemi a spendere quattrini.. quando vedo una cosa tremendamente figa, innovativa, utile o di cui penso di non poter fare a meno (spesso giustificandomi nei modi più strani), la mia reazione di solito è questa..

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Viceversa, quando penso che i soldi da spendere siano troppi per il reale valore dell’oggetto, di solito mi si accende il criceto e inizio a cercare soluzioni alternative.
Vi racconto come ho risolto il problema delle borse portaoggetti ad un costo ridicolo.
Qualche tempo fa sono andato da Decathlon in cerca di un borsello da mettere sul portapacchi della Beta delle mia ragazza per l’uso quotidiano, e nel reparto tennis mi son imbattuto in una sacca portascarpe che sembrava fatta apposta. Bastavano due cinghie ed avrebbe svolto il suo dovere in maniera egregia.
Quando l’ho portata a casa per metterci le cinghie, ho notato che avrei potuto sfruttarla anche per i miei bisogni, visto che le dimensioni erano abbastanza giuste.
Dopo qualche giorno sono tornato sul luogo del delitto e ne ho acquistato altre due 🙂
Per capirsi, la borsa in questione è questa…

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E’ bastato aggiungere quattro pezzi di fettuccia con del velcro alle estremità ed ecco pronte le mie borse aggiuntive.

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Il tutto per la spesa folle di 4,95 euro ciascuna, più un po’ di centimetri di fettuccia e velcro.
Certo, servono un minimo di manualità e l’uso della macchina da cucire, ma con i bei soldini risparmiati (per una cosa che verrà usata saltuariamente) si può mettere benzina per farsi qualche bel giro, no? 😉

E poi non stanno nemmeno male.. 🙂

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