Death. And rebirth.

Ci siamo!
Stamattina alle 11.02, dopo aver girato la chiave tre volte per far caricare bene la pompa della benzina, abbiamo schiacciato il pulsante di avviamento e (al secondo tentativo) la moto ha emesso il primo vagito della sua nuova vita.
Certo, ragionevolmente non c’erano troppi motivi per preoccuparsi, ma la meccanica è una brutta bestia e anche se il meccanico ha fatto un lavoro preciso e scrupoloso sono stato con l’ansia finchè non ho sentito tuonare gli scarichi..
Finalmente stanotte dormirò tranquillo 😀
Devo ammettere che vedere il motore smontato pezzo per pezzo è stato un misto di terrore e meraviglia.
Il terrore era quello di dover ricomporre un puzzle per me quasi impossibile.
La meraviglia quella di toccare con mano ogni singola componente interna, osservarla, capirne il funzionamento, ammirarne la realizzazione (quel motore è veramente una piccola opera d’arte) e immaginarsi quel complesso meccanismo di cause ed effetti che armoniosamente si mette in moto e ripete millimetricamente le stesse azioni, miliardi di volte, instancabile, per regalarci emozioni.
E’ l’11 Giugno 2015. Oggi inizia ufficialmente la seconda vita di Leela. Il contachilometri segna 88.153. Abbiamo ancora un bel po’ di strada da fare insieme.. 😉

Un ringraziamento particolare alla concessionaria FreewayMoto per la disponibilità e al mago-meccanico, Cristian, per aver compiuto il mezzo miracolo e averlo fatto pure in tempi brevissimi.. 🙂

"We're home, Chew..ehm, Leela"

“We’re home, Chew..ehm, Leela”

Work in progress /3

Finalmente si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel!
Con un po’ di ritardo, complice la sostituzione (non necessaria ma visto che eravamo “a cuore aperto”..) dei paraoli delle valvole e la pulizia accurata delle valvole stesse, abbastanza incrostate per gli oltre 80.000km di onorato servizio (in effetti alcune erano “farcite” di una crosta piuttosto caparbia), il motore è stato finalmente richiuso e rimesso al suo posto, così come il forcellone.
E, dopo una serie di fantasiose e consistenti bestemmie, forse anche cavi, cavetti, tubicini e connettori sembrano aver ritrovato la loro posizione originale (si, insomma, più o meno..).
Vedere il tavolo con i pezzi svuotarsi poco alla volta e contemporaneamente veder tornare l’LC8 alla forma originaria è stato come assistere ad uno spettacolo di magia, di quelli che alla fine ti chiedi “ma come diavolo avrà fatto?” 😉
Adesso Leela ha finalmente (quasi) ripreso le sembianze di una moto vera e non di un rottame depredato e abbandonato in un parcheggio.. 🙂
Restano da piazzare il serbatoio dell’olio, il radiatore, il collettore del cilindro anteriore e il blocco dei corpi farfallati, poi rimetteremo i liquidi (olio e raffreddamento) e finalmente arriverà il momento della verità..
Finger crossed, again!

Dai che ci siamo quasi!

Dai che ci siamo quasi!

Work in progress /2

Ok, oggi le cose hanno iniziato a farsi serie..
Lo scorso anno siamo andati in visita alla fabbrica KTM a Mattighofen e abbiamo visto come nasce una moto.
Abbiamo visto i carter grezzi, quelli in lavorazione, un po’ di pezzi da assemblare ammucchiati negli scatoloni e sugli scaffali, i motori finiti posizionati nel telaio all’inizio della linea di produzione e la moto finita che come per magia esce poco tempo dopo, ma non avevo propriamente idea di quanti pezzi ci fossero in un motore come l’LC8.
Adesso lo so.
Sono più o meno quelli della foto, e ne mancano un po’.

Pare una bancarella di Porta Portese...

Pare una bancarella di Porta Portese…

E questo invece è quello che rimane del povero LC8 dopo aver tolto l’albero con i relativi ingranaggi del cambio..

"Rimetta-a-posto-gli-ingranaggi!" (semicit.)

“Rimetta-a-posto-gli-ingranaggi!” (semicit.)

Comunque abbiamo sostituito l’albero secondario e iniziato a richiudere il motore, il meccanico dice che per domani a mezzogiorno vorrebbe chiuderlo completamente..
O è terribilmente ottimista, o terribilmente sicuro delle sue capacità. Io in ogni caso mi inchino, a me verrebbe una crisi isterica.. 🙂
In tutto questo, la nota positiva è che il motore dopo 88.000km non sembra avere il minimo segno di usura.. addirittura le spine che collegano i pistoni alle bielle non presentano alcuna rigatura, sembrano nuove.
Questo mi fa pensare che io e Leela, dopo questo piccolo (eufemismo) inconveniente,  percorreremo ancora mooolta strada insieme.. 😉

Work in progress /1

Dopo aver passato il weekend in apprensione come se avessi la moglie in sala parto, finalmente oggi pomeriggio ho iniziato a smontare la moto.
Eh si, cerco di ottimizzare un po’ e ammortizzare il costo della manodopera, quindi il lavoro di smontaggio/rimontaggio cerco di farlo io, per quanto possibile..
Devo dire che pensavo decisamente peggio, almeno finora è filato tutto abbastanza liscio..
Certo, ci sarà da ridere quando rimonteremo tutto e dovremo ripassare tubi, tubicini e cavetti esattamente nelle stesse posizioni, ma ho scattato un bel po’ di foto da utilizzare in caso di dubbi.
Al momento la situazione è come si vede in foto.. è quasi tutto staccato, mancano solo il forcellone e il collettore del cilindro posteriore (e probabilmente qualche filo qua e là) e poi tireremo giù il motore e lo metteremo sul banco.
A quel punto, lavorerà quello che se ne intende, il meccanico vero.. 🙂
I pezzi sono già arrivati, speriamo che non ne servano altri e che non saltino fuori imprevisti dato che il conto è abbastanza salato..
Finger crossed!

"Aoh, ma non è che stamo a esagerà co'sta storia della prova costume?"

“Aoh, ma non è che stamo a esagerà co’sta storia della prova costume?”

Anche gli Dei cadono..

Ebbene si, doveva succedere. Lo sapevo, era praticamente matematico, ma come spesso succede la razionalità era stata messa da parte in nome di quel legame che unisce un motociclista al suo mezzo e lo spinge a credere fortissimamente che la moto abbia un’anima. Che quell’anima sarebbe stata più forte della fisica e della meccanica. E forse lo è stata, per quasi 9.000km. Ma facciamo un passo indietro e raccontiamo meglio l’accaduto.. A marzo dello scorso anno, a circa 66.000km, venne sostituita la trasmissione dell’Adventure, ormai alla frutta. Dopo circa 14.000km senza problemi, una mattina rientrando a casa spalanco il gas senza ricevere in cambio dalla moto alcun’apprezzabile accelerazione. Tiro la frizione, accosto in un parcheggio a lato della strada e controllo che diavolo è successo. Il pignone gira a vuoto. Cerco di convincermi che si è distrutto solo lui, mi faccio recuperare (ero vicino a casa) e nel pomeriggio torno col furgone a prendere il mezzo per portarlo dal meccanico. Ci accorgiamo subito che il problema è ben più grave.. non solo il pignone è completamente andato, ma anche l’albero scondario della trasmissione ha il “millerighe” quasi completamente consumato. Chiedendoci come possa essere successo, ci cade l’occhio sulla rondella che sta dietro al pignone, e capiamo il perché. In pratica quando è stato stretto il dado che tiene il pignone in sede, la rondella che sta fra il dado e il pignone e che dovrebbe stare incastrata sul millerighe è caduta fuori dalla sede, facendo si che il pignone una volta serrato lavorasse in maniera imperfetta su quella povera rondella piegata. Ovviamente a occhio nudo non si vedeva nulla, ma lui da quel giorno per circa 14.000km ha ricevuto sollecitazioni anomale, distruggendosi e rovinando il millerighe dell’albero. Prima di procedere con un intervento drastico abbiamo provato a sostituire il pignone con un originale nuovo, per vedere se faceva presa sul millerighe rimasto. Ed effettivamente faceva presa, senza nessun gioco. Quindi ho ripreso la moto e l’ho usata normalmente, controllando spesso (avevo segnato dei riferimenti su pignone e albero) che non il tutto prendesse gioco. Ogni volta che la usavo, mi fermavo, la mettevo sul cavalletto centrale, inserivo la prima e facevo girare la ruota a mano per sincerarmi che tutto andasse bene. Un po’ titubante all’inizio, con il passare dei chilometri ho dato sempre meno peso al problema guidando come sempre.. girando in due, facendo uscite a passo assassino, fuoristrada, e quant’altro. Alla fine, in maniera un po’ romantica, mi ero quasi convinto che potesse andare avanti così fino al raggiungimento dei fatidici 100.000km, per poi farla sistemare. E invece ieri pomeriggio nei pressi di Aulla, mentre andavo verso la Liguria per gustarmi un paio di giorni di fresco, relax e curve, l’albero secondario mi ha definitivamente lasciato, costringendomi ad abbandonare la moto presso una famiglia (che ringrazio ancora) che le ha concesso un degno e sicuro ricovero, per poi rientrare mestamente a casa grazie ad un’amica (Thanks Mary!).. Adesso decideremo il da farsi e soprattutto il come. Seguiranno aggiornamenti su questa riparazione delicata e (probabilmente) costosa.. sadness..

Almeno l'ho recuperata con stile, il furgone KTM fa sempre la sua porca figura..

Almeno l’ho recuperata con stile, il furgone KTM fa sempre la sua porca figura..